Come ottimizzare la gestione dell’infrastruttura IT in azienda

05 Set 2018

L’infrastruttura IT è l’insieme delle risorse tecnologiche condivise. Le risorse, integrate tra loro, forniscono l’ambiente operativo per le applicazioni e le procedure aziendali.

In questo post ti spiego come è possibile aumentarne l’affidabilità e abbatterne i costi di gestione.

Il modo migliore per aumentare l’affidabilità delll’infrastruttura IT ed abbatterne i costi di gestione è la virtualizzazione dei sistemi. 

Cos’è la virtualizzazione?

La virtualizzazione è un processo, ottenuto mediante software appositi, che porta alla creazione di una risorsa virtuale che replichi una risorsa gestita in modo fisico. E’ consigliata a tutte quelle aziende che intendono ampliare la propria infrastruttura IT.

E’ possibile virtualizzare qualunque risorsa hardware o software, come:

  • sistemi operativi;
  • server;
  • memoria;
  • spazio disco;
  • sottosistemi.

I vantaggi della virtualizzazione

La virtualizzazione consente di aumentare l’agilità, la flessibilità e la scalabilità dell’IT, oltre a ridurne i costi. L’IT è più facile da gestire e richiede meno spese di capitale e operative grazie:

  • alla distribuzione più rapida dei carichi di lavoro;
  • al miglioramento delle prestazioni, della disponibilità e all’automazione delle operazioni.

Ulteriori vantaggi sono così riassumibili:

  • riduzione dei costi hardware, operativi e dei costi energetici;
  • provisioning (assegnazione di applicazioni, risorse e privilegi) dei nuovi server più rapido;
  • riduzione del downtime (tempi di inattività);
  • miglioramento dell’affidabilità con funzionalità di Business Continuity e Disaster Recovery integrate;
  • semplificazione della gestione del Data center;
  • erogazione su richiesta dei servizi IT, garantita anche nel lungo periodo, indipendente dai vendor di hardware, sistemi operativi, applicazioni o infrastruttura.

Gestire in modo ottimale la propria infrastruttura informatica, di qualsiasi dimensione, diventa quindi vitale per gestire le normali attività aziendali, per evitare il grave e oneroso problema della perdita dei dati e per garantire la continuità operativa.

Il piano di Disaster Recovery per il ripristino dei dati

Con il termine Disaster Recovery ci si riferisce alle misure specifiche da adottare per riprendere le operazioni a seguito di un danno specifico ai sistemi informativi. Un esempio è dato da un blackout che può portare alla perdita dei dati. Queste misure possono includere il ripristino dei dati con soluzioni di Backup.

Ogni azienda ha esigenze diverse in funzione della propria infrastruttura tecnologica e dell’ambito in cui opera. Esistono fattori comuni a tutti i piani di Disaster Recovery come:

  • l’utilizzo di configurazioni ridondate per tutti gli elementi critici;
  • configurazioni ridondate per il singolo dispositivo di rete o ai gruppi di server;
  • configurazioni per la protezione dei dati attraverso funzioni di backup e replica ad intervalli di tempo regolari.

L’estremo del Disaster Recovery è la creazione di un “gemello” del data center aziendale da mantenere sempre allineato con il principale e a cui passare tutte le operazioni in caso di avarie.

In ogni configurazione, caso di guasti hardware, i dati e i servizi possono essere ripristinati in tempi brevissimi a prescindere dall’hardware adottato.

recupero dati piano di disaster recovery business continuity plan

https://www.vmware.com/it/

Il piano di Business Continuity per garantire la continuità operativa ai propri dati

Con il termine Business Continuity si intende la capacità dell’azienda di continuare ad esercitare il proprio lavoro, senza interruzioni, a fronte di eventi avversiche possono colpirla. È l’insieme delle attività rivolte a minimizzare gli effetti dannosi o distruttivi dell’operato a seguito di un evento avverso.

Al fine di concretizzare una strategia di continuità operativa, le organizzazione stilano il Business Continuity plan: un “manuale” delle minacce e delle soluzioni, fondamentale per la prevenzione dei rischi e dell’intervento nei casi di concretizzazione degli eventi avversi. Parte integrante di un Business Continuity Plan è la strategia di Disaster recovery, per mettere al sicuro il prezioso patrimonio digitale delle aziende.

Il processo ciclico di Business Continuity comporta:

  1. l’individuazione e la stima dei potenziali rischi per l’attività aziendale;
  2. individuazione e la messa in opera delle soluzioni di risposta che garantiscono la continuità operativa o il celere ripristino delle condizioni ottimali di lavoro.

Ad esempio, grazie a VMware e vSphere i server virtuali possono essere spostati in tempo realesenza interruzione di servizio, tra server fisici diversi permettendo la manutenzione programmata dell’hardware anche in pieno flusso di lavoro.

Inoltre, in caso di arresto critico del server fisico, i servizi ad esso associati ripartiranno all’istante su un altro server/nodo fisico disponibile, senza fermare il ciclo di lavoro dell’azienda.

E’ inoltre disponibile un’avanzata tecnologia di Snapshot che crea copie istantanee delle macchine virtuali, permettendo di effettuare aggiornamenti o manutenzioni straordinarie e tornare in qualsiasi momento alle configurazioni funzionanti originali.

Il servizio di Storage Consolidation per una gestione intelligente dei dati aziendali

Per Storage Consolidation si intende una gestione intelligente dei dati aziendali in termini di spazio occupato, localizzazione e backup. Tutti i servizi ed i dati aziendali vengono centralizzati su un’unica piattaforma hardware ottenendo vantaggi quali:

  • diminuzione della quantità dei dati grazie alla tecnologia di deduplicazione;
  • risparmio sull’acquisto di nuove soluzioni di storage;
  • possibilità di implementare soluzioni di backup mirate al Disaster Recovery.

Come gestire l’infrastruttura IT in azienda. Le conclusioni

La gestione del crescente numero di computer desktop, dispositivi portatili e server può essere complessa e costosa per un’organizzazione. In questo post ho descritto le soluzioni per ottimizzare i costi e gestire la propria infrastruttura IT.

Ora vorrei conoscere la vostra opinione. Come gestite l’infrastruttura IT in azienda?


Marco Mainetti

SENIOR IT CONSULTANT